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Il
disegno di Pazienza appare quasi una prosecuzione naturale della vita,
come può esserLo il sonno per la veglia.
Questa continuità trova conferma nelle sue storie dove spesso
capita di vederlo attore e interlocutore delle sue creature.
In Zanardi - La prima delle tre
le prende di santa ragione da uno dei suoi personaggi più
emblematici, Zanardi appunto. In
Pertini lo troviamo, nelle vesti di un partician, in coppia con Pert,
Pertini. In altre si
racconta in prima persona, utilizzando il fumetto come un diario
personale. In altre ancora
assume le sembianze di un moscone.
Abbiamo
pensato questo spettacolo come un viaggio attraverso il corpo
fumettisitco di Pazienza. Siamo
così partiti da una tavola dove si vede il giovane Paz alla ricerca del
segno '80 nella Grande Mela.
Quelle
poche immagini integrate da qualche pagina di appunti, sono state per
noi lo spunto per metterci alla ricerca di un segno rivelatore, di
quella capacità di raccontarsi senza limiti.
Come dei
detective, ci siamo camuffati e abbiamo frequentato i luoghi e i
personaggi creati dalla mano di Paz, seguendo i segni che
deliberatamente ha lasciato e provando a decifrarli, a metterli insieme,
come tessere di un mosaico.
Quello
che ne esce fuori è un caleidoscopio seducente e terribile, dolce e
violento, perché con Paz è facile oscillare da un opposto all'altro.
NEL
SEGNO DI PAZ
è stato un viaggio affrontato in punta di piedi, nella maniera più
disarmante possibile, con il cuore, senza rigide ricostruzioni
filologiche, ma divertendoci a prendere spunto dalle storie di Andrea
Pazienza per parlare del presente, dei desideri, delle paure, delle
continua voglia di giocare e stupire, di vivere la vita con rabbia e
disincanto, di esibire le ferite senza retorica né orgoglio.
Per
la crudezza di alcune scene e la presenza di nudi si consiglia la
visione ad un pubblico adulto.
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